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Quali sono le posizioni di stretching migliori? Per quanto tempo vanno tenute? Quanto spesso e quando va fatto?
Queste sono le domande più comuni quando si parla di stretching.
In questo articolo affronterò a fondo la tematica.

Cos’è lo stretching: quanti e quali sono i tipi e a cosa serve ognuno di essi

Lo stretching si suddivide in 3 principali categorie: statico, dinamico e balistico. Quello statico si suddivide a sua volta in attivo e passivo: il primo prevede una contrazione muscolare, il secondo invece un totale rilassamento di tutto il corpo.

Quello statico è utile prevalentemente a ridurre il senso di fatica muscolare, rilassando i muscoli e rallentandone l’attivazione qualora effettuato per più di pochi secondi a posizione.

Quello dinamico ha il compito di dare un’informazione al sistema nervoso centrale, la nostra centralina di controllo, di necessità di escursione di movimento.

Quello balistico, infine, molto simile concettualmente allo stretching dinamico, permette ai muscoli di allungarsi quasi al loro massimo e tornare ad accorciarsi in breve tempo.

In quale momento è meglio adottare ognuna di queste metodologie

Come si può intuire già dalla spiegazione precedente ogni tipologia di stretching ha una sua funzione specifica ed è bene utilizzarla al momento giusto per massimizzarne l’efficacia.

Ad esempio è meglio ricorrere alla prima tipologia a fine allenamento, con lo scopo di rilassare i muscoli dopo averli sollecitati per tutta la durata dell’attività svolta, permettendo un migliore recupero e mantenendo l’elasticità dei muscoli.

La seconda tipologia, lo stretching dinamico, si può svolgere in qualsiasi momento della giornata, anche lontano dagli allenamenti. Questo infatti permette di migliorare notevolmente l’elasticità e, di conseguenza, l’escursione di movimento. Non per nulla è il principale tipo di stretching usato nelle discipline d yoga, seguito solo da quello statico attivo.

La terza tipologia infine, stretching balistico, permette l’attivazione muscolare, prepara ovvero i muscoli a contrarsi e allungarsi. Esattamente come dovranno fare durante l’allenamento. Per questo motivo è il più utilizzato prima dell’allenamento.

Frequenza e tempistiche

Ogni quanto fare stretching e per quanto tempo farlo? Per mantenere un buona elasticità muscolare è bene svolgere esercizi di allungamento statico ogni volta che si finisce l’allenamento.

Si può iniziare tenendo ogni posizione per circa 45″/60″ arrivando gradualmente fino a 2 minuti.

Per prevenire infortuni durante l’allenamento consiglio di effettuare esercizi di stretching balistico per almeno 5-6 minuti prima del riscaldamento. Questo potrebbe inoltre prevedere qualche esercizio di allungamento dinamico.

Per migliorare più velocemente la propria elasticità si può aumentare la frequenza settimanale alternando, lontano dagli allenamenti, esercizi di stretching dinamico e altri di allungamento statico, sia attivo che passivo.

Conclusioni

Per quanto riguarda gli esercizi c’è poco da dire.

Gli esercizi migliori sono quelli in cui si è maggiormente carenti e rigidi. Va inoltre detto che è importante dare varietà di stimoli al proprio corpo, perciò variare spesso resta la soluzione migliore.

Maggiore sarà il tempo che si decide di dedicare a quest’attività, più i risultati arriveranno velocemente.